Da arianna@uniba.it a norma@libero.it

Sei simpatica. Scherzavi, vero? Beh, certo che scherzavi. Non si ereditano persone (e conseguenti guai di estranei). Inoltre il bar del Campus non è Speaker’s corner.

Rettifico. Sei pazza. So che non scherzavi e che i punti succitati per te sono meschine cose da persone ordinarie. Ma se me lo hai raccontato forse il tuo inconscio, o subconscio, o residuo di parte razionale che comunque distribuiscono a tutti al concepimento, sia pure in quantità molto diverse, ti ha invitata caldamente a chiedere aiuto. Vuoi un appoggio morale? Vuoi poter scaricare un domani la colpa su di me? Ebbene: ecco, e fai pure. Te lo dico senza giri di parole: sbarazzatene.

Provo sincero compatimento per l’imbarazzo che immagino susciti nei suoi, credimi, ma loro lo hanno messo al mondo (prima della nuova era di Jack) e ad essi spetta il compito di gestirlo. D’accordo, ho capito: non è semplice come può sembrare, perché si tratta pur sempre di un amico di Babe. Perfetto: tu non lo lasci solo. È in buona compagnia del tossico cui hai fatto cenno. Il cane, sia chiaro, lo tieni, ci mancherebbe.

Ma ragiona: eri la sua compagna e devi ricostruirti una vita. Hai milioni di cose che ti legano a Babe, non certo i suoi errori. E poi, te lo dico chiaro e tondo: non vorrei mai trovarmi con te al bar quando arriva lui e sale sul bancone per blaterare di imminenti catastrofi.

Facciamo così: è giunto il momento di dirti che il tuo numero di telefono è inguardabile, non c’è un senso, nessuna simmetria, pochi numeri pari. Proprio non va. Aggiungi a questo che il tuo cellulare è così grande da sembrare un citofono, è pacchiano, è verde, e quindi è praticamente impossibile poterlo abbinare al tuo abbigliamento. Adoro fare regali, lo sai. Un telefono nuovo, con tanto di scheda vergine, è in arrivo per te. Se necessario, ti aiuterò anche a trovare un nuovo domicilio. O una nuova identità.

Premurosamente tua Arianna

 
 

 

 

             

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