Or dunque, al bar c’erano tutti: i Profs, tirati a lucido per l’assemblea di coordinamento, Franco e Luciano con l’aria felice di chi sta per firmare un patto con il diavolo e c’era  persino il Direttore di Dipartimento.

Ti dirò, vederlo urlare contro il corpo accademico “Guernica l’avete fatta voi” è stato ansiogeno ma anche assai kitsch: la sua potrebbe persino essere avanguardia, perché negarlo?

Ho cercato di tamponare la situazione parlandogli con voce suadente, esattamente come credo facesse Freud con il piccolo Hans, ma è apparso subito lampante che fosse troppo preso dall’esibizione per seguire i miei consigli. Primo tra tutti quello di rimettere i piedi per terra. È sceso solo quando alcuni studenti hanno applaudito con calore la sua esibizione.

E appena è terminato il clap clap mi ha indicata al folto pubblico presente e ha proferito un’altra delle sue gemme: la salvezza dell’uomo è nelle mani dei disadattati creativi.

Ho controllato su Google: sembra sia una frase tratta da “La forza di amare” di Martin Luther King. Davvero non credevo fosse così colto, sai?

Ad ogni modo, per la proprietà transitiva della meraviglia, hanno guardato tutti lui e subito dopo me, seguendo il suo indice puntato con sicumera come nell’Annunciazione. Nella mia mente, creativa proprio come l’ha definita lui, è partito immediato il raffinato processo artistico della bestemmia e mi sono sentita tale e quale al padre e alla madre di Geghe, che si crocifiggono ogni giorno per quel figlio che li mette simpaticamente in imbarazzo. L’ho velocemente trascinato fuori mentre una dozzina di occhi supponenti evidenziavano il loro pensiero neanche tanto recondito: abbiamo afferrato il concetto, auguri e non si abbatta.

 
 

 

 

             

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