Norma & Arianna

Da norma@libero.it a arianna@uniba.it

Mia cara, non sono in vena di sfoghi intimistici che, comunque, non riuscirebbero a portarmi lontano. Con la vedovanza, sempre che di vedovanza si possa parlare – convivevamo, lo sai - mi è arrivata anche una superba eredità: ai piedi della croce (e dove, altrimenti?) ho raccattato un cane, un tossico e un clochard.

Ero in Dipartimento quando è arrivato, appunto, il clochard: Geghe ha abbandonato i suoi sudici compagni di cuccia e mi ha raggiunta qui al Campus, per quella che in un contesto sociale più ordinario si sarebbe potuta definire una simpatica improvvisata.

Mi ha annunciato il suo arrivo a mezzo sms:

Non so che dirti. Sto così male ma così male che sto benissimo. È tutto e il contrario di tutto… che mi succede non lo so. Il mio problema è che se tutti i giorni cominciano bene e finiscono male come oggi è la fine. Si capisce? Boh l’importante è che io mi capisco. Va molto meglio di una settimana fa quando io non stavo capendo niente. Smaltisco la tragedia stasera così domattina non ci saranno motivi perciò sarà un buon inizio di giorno. Beh la fine. Tutto ok? Sono al cancello. Scendi?

Già da queste poche righe sarebbe stato giusto crearsi i doverosi pregiudizi riguardo alla piega distorta che ha preso la sua esistenza, ma il peggio, come prevedibile, doveva ancora giungere con passo felpato.

Appena arrivati al bar, tu guarda un po’, è venuta inaspettatamente a trovarlo la sua damigella Entropia ed insieme hanno deciso di tenere un comizio sull’imminente inizio di una nuova era che coinciderà con l’avvento di Jack Il Drastico. È salito su una sedia e ha allegramente iniziato a declamare alcuni scritti di Picasso. Geghe ama dipingere, mi sembra di avertelo detto, e prima di trasformarsi nel lercio disadattato che è credo abbia anche partecipato ad alcune mostre.

 
 

 

 

             

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